“One Circle to Unite”, l’opera di Andrea Fontanari per il TDP2026

Andrea Fontanari, One Circle to Unite, 2026, olio su lino, 120 × 150 cm. Courtesy Boccanera Gallery, Trento/Milano.
Lo sport e la cultura condividono una radice profonda: entrambi nascono dal bisogno umano di esprimersi, di raccontarsi e di incontrare l’altro. Se lo sport utilizza il linguaggio universale del movimento, del gesto e della competizione, l’arte e la cultura trasformano quelle stesse esperienze in memoria, simbolo e riflessione. Quando questi due mondi si incontrano, l’evento sportivo smette di essere soltanto una competizione e diventa un’esperienza più ampia, capace di parlare non solo agli atleti ma anche alla comunità che li accoglie.
Da alcuni anni, il Torneo Internazionale “Città della Pace” ha scelto di muoversi proprio in questa direzione: dopo aver proposto momenti culturali e spettacoli teatrali, quest’anno si rafforza il legame anche con l’arte pittorica, grazie alla collaborazione di Boccanera Gallery. Il Comitato Organizzatore ha infatti affidato la realizzazione dell’immagine simbolo della 38a edizione del Torneo ad Andrea Fontanari, giovane ed affermato artista trentino che nel 2025 è stato selezionato tra i nove artisti incaricati di realizzare uno dei manifesti ufficiali d’arte per le Olimpiadi Invernali Milano–Cortina 2026 (“Together we play, together we transform”).
L’opera “One Circle to Unite” di Andrea Fontanari interpreta visivamente l’essenza più profonda del Torneo Internazionale “Città della Pace”: l’incontro. Non semplicemente tra squadre, ma tra storie, lingue, culture e sogni che per alcuni giorni condividono lo stesso spazio.
“Quando giovani atleti da ogni parte del mondo si incontrano sullo stesso campo, la pace smette di essere solo una parola e diventa azione”, spiega Fontanari raccontando la sua opera. “Con ‘One Circle to Unite’ ho cercato di rappresentare proprio questo: un unico centro che riunisce le differenze in un gesto condiviso”.
Al centro della composizione emerge un elemento che diventa immediatamente metafora: il cerchio. Un cerchio che rappresenta il pallone da calcio, conteso tra due giocatori, quello da pallanuoto, in procinto di essere lanciato da un atleta, e la coccia del fioretto in mano ad una schermitrice, un cerchio che diventa il punto focale attorno a cui tutto ruota. Non è solo un oggetto sportivo: è il centro simbolico che raccoglie e mette in relazione i protagonisti dell’immagine. L’opera racconta un momento di energia, competizione e gioco, ma allo stesso tempo di partecipazione comune. È proprio questo “unico centro” evocato dal titolo dell’opera: un luogo simbolico dove le differenze non si annullano, ma si incontrano.
Il linguaggio pittorico di Fontanari, fatto di luci, campiture di colore e parti volutamente lasciate alla materia pittorica, contribuisce a rendere l’immagine viva e aperta, quasi a suggerire che ciò che conta non è il singolo protagonista ma l’insieme: la comunità temporanea che nasce attraverso lo sport.
In questo senso l’opera dialoga perfettamente con lo spirito del Torneo Internazionale “Città della Pace”. Ogni anno giovani provenienti da Paesi diversi arrivano a Rovereto per confrontarsi sul campo, ma soprattutto per vivere un’esperienza condivisa che va oltre il risultato sportivo. Sul terreno di gioco si crea un linguaggio universale fatto di gesti, regole e rispetto reciproco.
È proprio questa trasformazione che Fontanari sintetizza nel suo lavoro: quando il gioco inizia, le differenze diventano parte dello stesso cerchio. Il centro dell’opera diventa così il simbolo più semplice e potente di un’idea di pace concreta: una pace che non rimane parola, ma si costruisce attraverso il movimento, l’incontro e la partecipazione.
“One Circle to Unite” non rappresenta quindi solo un momento sportivo. Rappresenta ciò che accade quando lo sport riesce a fare ciò che promette da sempre: unire.
ABOUT ANDREA FONTANARI:
Andrea Fontanari (Trento, 1996) si è formato all’Accademia di Venezia presso l’Atelier F, laboratorio condotto dal Prof. Carlo Di Raco, che negli ultimi anni si è distinto per la capacità di generare discorso e valore attorno alla pittura figurativa italiana contemporanea.
Riconosciuto come una delle voci più promettenti della pittura contemporanea italiana, nel 2025 è stato selezionato tra i nove artisti incaricati di realizzare uno dei manifesti ufficiali d’arte per le Olimpiadi Invernali Milano–Cortina 2026, progetto promosso dalla Fondazione Milano Cortina 2026 in collaborazione con Triennale Milano.
Nello stesso anno ha preso parte a una mostra itinerante internazionale (2025–2027) curata dalla Triennale di Milano e promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con prime tappe a Buenos Aires e Brasilia e successive tappe previste a San Paolo e Città del Messico.
Ha partecipato all’ultima e più significativa rassegna dedicata alla pittura contemporanea nazionale, Pittura italiana oggi (Triennale Milano, ottobre 2023 – febbraio 2024).
Nel 2023 è stato selezionato dal critico Luca Beatrice per il progetto Supernova 23, mostra collettiva ospitata da Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo nell’ambito di Miart.
Finalista al 21° Premio Cairo presso Palazzo Reale a Milano (2022), nel 2021 ha vinto il Premio Montani Tesei Under 35 ad ArtVerona. Dal 2020 collabora stabilmente con Boccanera Gallery (Trento/Milano).
Nel 2019 è stato selezionato per il Premio Artistico Fondazione VAF, mentre nel 2017 è stato incluso tra i cinque artisti italiani under 35 invitati a partecipare alla Biennale d’arte contemporanea europea itinerante JCE – Jeune Création Européenne (2017 – 2019).
ABOUT BOCCANERA GALLERY:
Giorgia Lucchi Boccanera apre Boccanera Gallery a Trento nel 2007. Uno spazio di ricerca per sostenere gli artisti emergenti nei diversi linguaggi dell’arte contemporanea.
Nel 2016 lo spazio espositivo, inizialmente situato in una delle zone residenziali di Trento, si trasferisce nel quartiere nord della città. L’ampio capannone industriale di circa 300 mq permette agli artisti una maggiore libertà di sperimentare diverse soluzioni installative, insieme a una project room che ospita progetti site specific.
Lo stesso anno Giorgia Lucchi Boccanera apre una seconda sede in via Ventura 6 a Lambrate, nel cuore del quartiere artistico milanese. Questo spazio nel 2021 si è arricchito di una nuova project room.
Nell’ultimo decennio Boccanera Gallery ha partecipato attivamente a fiere internazionali, promuovendo sia progetti personali che mostre collettive, ampliando lo spettro generazionale degli artisti rappresentati. Collabora con istituzioni pubbliche, fondazioni private e curatori indipendenti nella promozione di artisti e nuovi media.