Il Torneo e gli studenti dell’UPT insieme in conferenza stampa!

Il Torneo e gli studenti dell’UPT insieme in conferenza stampa!

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Si è svolta questa mattina all’auditorium della Cassa Rurale di Rovereto una conferenza stampa in cui il Comitato Organizzatore del Torneo Internazionale Città della Pace e l’UPT – Scuole delle professioni per il terziario di Trento hanno presentato i risultati di un progetto che ha coinvolto gli studenti durante la trentesima edizione del torneo, che si è svolta nel mese di aprile scorso.

“Da alcuni anni abbiamo due obiettivi: creare un torneo sempre più coinvolgente e ricreare un rapporto forte con la città di Rovereto”, ha spiegato Cristian Sala, presidente del Comitato Organizzatore del Torneo. “Abbiamo pensato, quest’anno, di ribaltare una logica: volevamo andare noi ad intervistare dirigenti e cittadini, per vedere se questi obiettivi erano stati raggiunti. Una specie di customer satisfaction, e in questo caso i nostri clienti erano le squadre ospiti e i cittadini roveretani”.

Ecco dunque il perché del coinvolgimento della classe del quarto anno Tecnico Commerciale delle Vendite “Fashion Seller” dell’UPT. “Per fare questo”, spiega Sala, “avevamo bisogno di loro, le migliori risorse che potevamo avere a disposizione. Una classe di 20 ragazzi, di cui 14 coinvolti nel progetto Junior Team”. I ragazzi durante il torneo avevano principalmente due compiti: quello di monitoraggio, sottoponendo quindi vari questionari a squadre ospiti e cittadini roveretani, e di vendita del merchandising. Il tutto, ed è importante sottolinearlo, sia in italiano che in inglese. 

“Era un’opportunità unica e l’abbiamo colta al volo”, spiega il direttore dell’UPT Paolo Zanlucchi. “I nostri ragazzi hanno delle competenze già spendibili in un rapporto professionale. Il risultato è stato eccellente: messi di fronte alle responsabilità operative la sfida è stata vinta. Un progetto che rappresenta la sintesi perfetta del nostro percorso scolastico. Mi fa piacere essere scesi a Rovereto, perché da due anni abbiamo aperto anche una sede qui e dall’anno prossimo inizieranno anche gli stages nelle varie realtà della zona”.

La professoressa Ketty Tomio, che ha seguito i ragazzi nel progetto, si è dimostrata entusiasta: “Avevano la necessità di mettersi in gioco e il Torneo della Pace è stata un’occasione straordinaria per uscire dalla realtà dove vivono. Si è trattato di un grande impegno per loro, hanno affrontato più aspetti formativi in un’unica esperienza, sia in coppia che da soli. Sono stati bravissimi, è stata un’esperienza molto gratificante”.

Dopodiché è stato il turno dei ragazzi che con grande entusiasmo hanno presentato i risultati della loro indagine, sottolineando però prima di tutto quanto sia stato coinvolgente per loro questa esperienza: “Abbiamo abbinato un lavoro professionale a del sano divertimento, ed è stata una delle cose più belle che abbiamo mai fatto come classe!”, racconta Thomas.

Giulia Piazzera, Anatolie Hasan, Cristian Mosna, Sharon Mattivi e Angela Mucio a nome di tutta la classe hanno presentato i vari risultati. In generale, le squadre si sono rivelate soddisfatte dell’esperienza fatta a Rovereto, sia per quanto riguarda l’organizzazione, il rapporto con i volontari e l’aspetto economico. Impatto positivo anche per quanto riguarda i cittadini roveretani: la maggior parte ha dichiarato di conoscere il Torneo e di esserne entusiasta, considerandolo un’occasione unica per i giovani del posto.

“Sono risposte che ci hanno dato grande soddisfazione”, chiude il presidente Sala commentando i dati esposti dai ragazzi. “Ci danno anche qualche spunto per il futuro: il fatto che molte squadre abbiano conosciuto il Torneo tramite social network, ad esempio, testimonia come il nostro settore comunicazione e il settore incoming siano sulla strada giusta. Ci fa anche tirare un sospiro di sollievo, visto che il prezzo del torneo viene considerato corretto dalle squadre. Per quanto riguarda il rapporto con la città, il nostro indice di riconoscimento è alto e ci fa piacere che il torneo venga visto come un’opportunità per i nostri ragazzi. Significa anche che abbiamo fatto dimenticare qualche episodio meno piacevole, che però risalgono ormai a parecchi anni fa. Sono risultati gratificanti per noi, per il lavoro del Comitato Organizzatore che si impegna 365 giorni all’anno e per il Junior Team, i 150 ragazzi volontari che sono il cuore del Torneo durante quei tre giorni”.

Segui Alessandro Bazzanella:

Innamorato del Torneo della Pace dal 2013! Iniziato come Junior Team, sono ora il responsabile del settore comunicazione. Classe 1996, sono studente in Scienze della Comunicazione all'Università di Verona, amo lo sport e... il #tdp30!

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